Questo blog è dedicato a storie di navi, aerei, cannoni e - ovviamente- a vicende di uomini gettati nella fornace della guerra . Autore L. Oliveri. (Proprietà letteraria riservata. Riproduzione vietata. Dello stesso autore https://leonelloblog.blogspot.com/ http://lestreghedispigno.blogspot.com/ Per contatti: infoperblog@libero.it)
Per gli appassionati di storia marittima gli “ammutinamenti “ sulle navi sono un argomento che riveste molto interesse.
Tutti ricordano il famoso ammutinamento del Bounty del 1789, molti quello della corazzata
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| Valerij Michajlovič Sablin, |
In campo letterario forse qualcuno ricorda il romanzo (e film) “ L'ammutinamento del Caine” di Herman Wouk del 1951 e il più recente “La grande fuga dell'Ottobre Rosso” di Tom Clancy da cui è stato tratto un famoso film.
Ma quanti sanno che quest'ultima opera trae ispirazione (molto alla lontana!) da un fatto realmente accaduto, tenuto nascosto per molti anni: l'ammutinamento, tentato e in parte riuscito, attuato nel 1975 a bordo di una nave della Voenno-morskoj flot SSSR, la Marina da guerra sovietica: la fregata antisommergibile russa Storozhevoy, ad opera di un ufficiale russo, zampolit, ovvero commissario politico (ma all'epoca si chiamano “Ufficiali politici”) sulla nave?
Leonello Oliveri
L' F 35, il caccia di quinta generazione recentemente acquistato e in
Sto leggendo un libro dalla collana Armi Historical Series edito nel
Il libro, di cui riporto qui diversi brani, illustra la complicata situazione in cui l’esercito US si trovò quando, a guerra finita, dovette amministrare la Germania, affrontando problematiche complesse e inattese, a partire dalla decisione di chi e come dovesse amministrare e governare il territorio tedesco, in un difficile e delicato equilibrio tra gli Alleati e con la grande difficoltà nel trovare personale civile tedesco per riaprire le strutture di governo, le amministrazioni locali, i trasporti, le scuole, che non fosse considerato compromesso (o troppo compromesso) col nazismo e che avesse superato il Fragebogen ( questionario) della denazificazione
In questo lavoro ci limiteremo a illustrarne solo alcune ( e non le principali), estrapolate dalle oltre 500 pagine del libro.
Leonello Oliveri
| (da © willyamstock.adobe.com) |
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| La "stazione meteorologica automatica" |
Leonello Oliveri
Il libro racconta, con slancio partecipato, un periodo non molto noto della storia tedesca, quella che l'autore definisce la Nemesis "which followed upon Adolf Hider's genocidal imperialism" , cioè la "punizione" che colpì il popolo tedesco chiamato a scontare, dopo la guerra, tutte le colpe del nazismo, i campi di concentramento e di sterminio, il lavoro coatto, le deportazioni e le esecuzioni di massa, i crimini di guerra.
E la "punizione" fu anche l’espulsione dai territori che occupavano da secoli e che furono sottratti alla Germania dopo la I G M: forse 15 milioni di persone dovettero abbandonare Prussia Orientale, Pomerania, Brandeburgo, Slesia Danzica, Memel (Lituania) e decine di altri piccoli insediamenti in tutta l’Europa orientale. Impossibile stabilire quanti morirono di freddo, fame, stenti, mitragliamenti e deportazioni durante o in seguito alle caotiche fasi di quella che potremmo definire una "pulizia etnica" protrattasi fino al 1949.
Un drammatico libro sulle condizioni della popolazione tedesca nell’ immediato dopoguerra
Leonello Oliveri
Nei primi anni ‘50 fu pubblicato, in Francia, Inghilterra, Italia, un libro intitolato Die Bormann Vermerke ( in Italia nel ’54 dalla Richter col titolo Hitler. Conversazioni segrete ordinate ed annotate da M. Bormann ).Il documento raccoglieva le conversazioni “informali” tenute da H. a tavola durante i pasti nella Wolfsschanze (“ tana del lupo” ), presso Rastenburg, nella Prussia orientale, e nel rifugio chiamato Werwolf ( “lupo mannaro” ), presso Wyniza, in Ucraina: