domenica 30 gennaio 2022

Germania '44 : parola d'ordine: Mangiare anche la buccia (delle patate!)


Leonello Oliveri
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Nel 1944 la situazione militare tedesca era ormai senza

speranza. Eppure continuavano a combattere (anche perché sapevano cosa potevano attendersi in caso di sconfitta) e trovavano anche il tempo di sorridere.
Possiamo tastare il polso della situazione anche spulciando le vignette di una pubblicazione tedesca dell'epoca, edita dal NSDAP!




Il cecchino tedesco, il pilota americano e Lili Marleen


Leonello Oliveri
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Due settimane dopo lo sbarco in Francia, il capitano Jack Leroy Tueller si godeva il suo turno di
riposo in una buca ai margini di un improvvisato campo di aviazione fra i frutteti della Normandia:

Jack era un pilota di P 47 Thunderbolt del 508 Sq., 404 Gruppo Caccia. 

martedì 28 dicembre 2021

Albania-Africa- Roma 1941-43 : Impressioni di un corrispondente di guerra tedesco …


Leonello Oliveri
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Sto leggendo una raccolta di quindicinali pubblicati dall’ Oberkommando der Wermacht

durante la guerra (Die Wehrmacht : Herausgegeben vom Oberkommando der
Wehrmacht". E’ materiale estremamente interessante non solo per la notevole quantità di foto, ma anche perché tutto sommato non risente molto della propaganda nazista. Molti articoli, alcuni pregevoli, sono di corrispondenti di guerra.
In particolare trovo interessante una serie di pezzi pubblicati fra il novembre ’43 e il gennaio ’44, (ovvero dopo il “Verrat Badoglios”, il tradimento di Badoglio, dell’8 settembre) sulla base di materiali raccolti sul campo” fra primavera del ’41 e quella del ‘42,

lunedì 20 dicembre 2021

Germany Must Perish. La Germania deve perire: quell’autore USA che voleva .. sterilizzare tutti i tedeschi


Un libro che spinse i tedeschi a non arrendersi fino alla fine



Leonello Oliveri
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(post in costruzione)

           Fra i libri che riguardano la II G.M. sono particolarmente

interessato a quelli che trattano  la guerra in Germania, nello specifico le sue ultime fasi, diciamo dal dicembre ’44 alla fine: in particolare la “battaglia di Berlino”.

Di questa fase mi ha particolarmente colpito la tenacia, il valore disperato con cui  le ormai esaurite truppe tedesche ( e volontari francesi/ svedesi/ norvegesi) cercarono di tenere il fronte orientale, ormai in territorio tedesco o ex tedesco (Pomerania, Prussia orientale) e la capitale stessa. Difesa  disperata contro ogni logica: ormai sapevano  benissimo come la guerra sarebbe andata a finire.

In un primo tempo avevo attribuito questa “ostinazione” contro ogni logica militare, durata anche oltre il suicidio di H., a fanatismo ideologico.

Poi, anche sulla base della lettura di diversi libri, non di storici professionisti, ma di soldati sopravvissuti a quel macello (uno fra tutti: Twilight of the Gods: A Swedish Waffen-SS Volunteer's Experiences with the 11th SS Panzergrenadier Division Nordland, Eastern Front 1944-45, di Thorolf Hillblad, ho capito che doveva esserci anche qualcosa d’altro: non solo amore di patria e/o fanatismo ideologico, ma anche disperazione: sapevano  cosa era stato proposto per i tedeschi in caso di sconfitta: dissoluzione della germania e la sterilizzazione di massa.

Lo sapevano per averlo letto in un libro di un autore statunitense.

sabato 30 ottobre 2021

La guerra è un racket: un libro (e un generale) dimenticati

 

Leonello Oliveri
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Ho trascorso trentatré anni e quattro mesi in servizio militare 

La politica del "grosso bastone" del presidente
 statunitense Theodore Roosevelt in una vignetta
di William Allen Rogers del 1904
che trae ispirazione da un episodio de I viaggi di Gulliver

attivo come membro della forza militare più agile di questo paese, il Corpo dei Marines. Ho prestato servizio in tutti i gradi, dal sottotenente al maggior generale. E durante quel periodo, ho passato la maggior parte del mio tempo ad essere un uomo muscoloso di alta classe (high class muscle-man) per il Big Business, per Wall Street e per i banchieri. In breve, ero un “racketeer”, un gangster per il capitalismo.

Sospettavo di essere solo parte di un racket in quel momento. Adesso ne sono sicuro. Come tutti i membri della professione militare, non ho mai pensato a me stesso finché non ho lasciato il servizio. Le mie facoltà mentali rimasero in animazione sospesa mentre obbedivo agli ordini dei superiori. Questo è tipico di tutti i militari.

martedì 12 ottobre 2021

Demining, un lavoro da brivido per nervi saldi. Il caso delle Falkland/Malvinas

 



Leonello Oliveri
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Dal 2 aprile al 14 giugno 1982 si combatté, nelle acque, nei cieli e sulla terra delle lontane isole Falkland/Malvinas, una guerra breve ma ad alta intensità, conclusasi come tutti sappiamo.
La morte in agguato
(da https://www.safelaneglobal.com/en/case_
studies/landmine-free-falkland-islands/
)



La guerra, che qualcuno definì "una lotta fra due calvi per un pettine" cagionò la perdita di 649 argentini (di cui 323 nel controverso affondamento, (ad opera di un sottomarino nucleare inglese) dell’incrociatore Belgrano, che era al di fuori della zona di interdizione di 200 miglia), 255 soldati britannici e 3 civili).
Il 14 giugno le ostilità, e la guerra, terminarono.([1])
Ma restò una pesante eredità: munizioni abbandonate, residuati bellici, bombe a grappolo inglesi inesplose e soprattutto i numerosi campi minati che erano stati posti dagli argentini.
Iniziò così un lungo e pericoloso lavoro di sminamento, durato ben 38 anni, terminato nel 2020.

giovedì 23 settembre 2021

Feinde sind auch Menschen - Anche i nemici sono persone: la storia di un soldato tedesco… che divenne americano


«Dammi la tua spada amico,
la custodirò per te.
Non combattere:
soltanto con amore conquisterai la pace.»
(Trieste, epitaffio di D. De Henriquez)

Leonello Oliveri

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Stanchezza (militare ignoto)

Sto (ri)leggendo un libro che avevo già incrociato diciamo quando ero più giovane, ma che allora avevo abbandonato e non avevo capito, complice anche un titolo (nella versione italiana) a mio avviso fuorviante. Si tratta di “Porgi l’altra guancia”, di R. Pabel, nell’edizione Pocket Longanesi del 1967. Nell’originale tedesco il titolo è Feinde sind auch Menschen (Anche i nemici sono persone), nella traduzione inglese è Enemies are Human, titoli a mio avviso molto più aderenti al testo.

E’ infatti la storia non di un “martire” pronto a farsi cristianamente colpire, ma di un normale soldato tedesco che imbracciava senza odio il fucile e che sapeva vedere l’uomo anche in chi portava una divisa diversa.

E abbandoniamo il solito teorema soldati tedeschi = tutti nazisti = tutti criminali.