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Questo blog è dedicato a storie di navi, aerei, cannoni e - ovviamente- a vicende di uomini gettati nella fornace della guerra . Autore L. Oliveri. (Proprietà letteraria riservata. Riproduzione vietata. Dello stesso autore https://leonelloblog.blogspot.com/ http://lestreghedispigno.blogspot.com/ Per contatti: infoperblog@libero.it)
giovedì 15 agosto 2019
Napoli nel ’44 nei rapporti del Servizio Segreto Americano
Il 1° ottobre del’ 43 gli Alleati liberarono Napoli. Fine di un incubo?Si, ma inizio per la città di un periodo forse più terribile della guerra: quello della fame, della disperazione e anche dell’ umiliazione morale cui fu costretta la popolazione per sopravvivere.
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mercoledì 10 aprile 2019
Ventimiglia, 20 giugno ’40: la tragedia del treno armato TA 120/2
Leonello Oliveri
Nel
corso del I conflitto mondiale la Regia Marina, per la difesa dei porti
e delle
linee ferroviarie del litorale Adriatico dalle incursioni della flotta
austriaca, utilizzò una serie di treni armati con pezzi navali di medio e
piccolo calibro. Durante la guerra essi dimostrarono la loro utilità, sia
disturbando e contribuendo a tenere lontane col loro tiro unità navali nemiche, sia collaborando anche con i loro pezzi a bombardamenti sul terreno.
Sulla
scorta di questi risultati, i Treni Armati furono approntati anche in occasione
della II Guerra mondiale.
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venerdì 22 febbraio 2019
IL CIMITERO DEGLI U-BOOT
Sui fondali della Puglia i relitti di 14 sottomarini
Leonello Oliveri
Durante la II G.M. l'arma
sottomarina ebbe un'evoluzione importantissima e giocò un ruolo cruciale
Alla sua grande utilizzazione corrisposero
ovviamente moltissime perdite, soprattutto nella marina tedesca, che fece
dell'u-boot la sua arma più insidiosa: la Kriegsmarine mise in servizio oltre 1100 sommergibili, di cui un migliaio costruiti durante la guerra,
(contro i circa 40 che l’Italia riuscirà a realizzare nello stesso periodo), perdendone il 77% (e di quelli presenti
all’inzio della guerra ben pochi arrivarono alla fine) . Anche in questo caso
si può dire: mancò la fortuna, (leggi
inferiorità nel progresso tecnologico e nella massa degli armamenti), non il valore.
| C.Bergen, Auf der fahrt im Atlantik |
Il
principale teatro operativo fu l'Atlantico, ma un'intensa guerra sottomarina fu
combattuta anche nel Mediterraneo dove sarebbero stati perduti oltre 180 sottomarini (ma probabilmente
furono di più) di cui 21 nella I G. M.
(quasi tutti tedeschi, e quasi tutti
nell'ultimo anno di guerra o in occasione dell'armistizio), uno nel 1925
e tre dopo la II G. M.
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venerdì 21 settembre 2018
L’ultima missione dello Spitfire BS530 - 238 Sqn. RAAF Sidney George Lee
Leonello Oliveri
Nelle prime ore del pomeriggio del 21 settembre 1944,
due caccia spitfire si levarono in volo dall’aeroporto di Cuers (nei pressi di Marsiglia, Francia): uno era lo spit MK IX, serial number BS530, appartenente al 238 Squadron. Ai comandi c’era il 23enne pilota Sidney George Lee, matr. AUS/420819, pilota della RAAF (Royal Australian Air Force), inserito nella Mediterranean Allied Air Forces - Tactical Air Force Command. La loro missione era una straffing mission, un low-level attack, ovvero sparare a qualsiasi bersaglio nel loro raggio d’azione (in questo caso entroterra ligure-piemontese alle spalle di Savona).
due caccia spitfire si levarono in volo dall’aeroporto di Cuers (nei pressi di Marsiglia, Francia): uno era lo spit MK IX, serial number BS530, appartenente al 238 Squadron. Ai comandi c’era il 23enne pilota Sidney George Lee, matr. AUS/420819, pilota della RAAF (Royal Australian Air Force), inserito nella Mediterranean Allied Air Forces - Tactical Air Force Command. La loro missione era una straffing mission, un low-level attack, ovvero sparare a qualsiasi bersaglio nel loro raggio d’azione (in questo caso entroterra ligure-piemontese alle spalle di Savona).
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sabato 5 maggio 2018
SAVONA 23 APRILE 1945: QUEI MARO' CHE IMPEDIRONO UNA STRAGE
Leonello Oliveri
Pontone armato “Faà di Bruno, G.M. 194”: forse
qualche savonese dei più anziani ricorda ancora questo nome e la tozza sagoma
di questa “batteria galleggiante “ armata con due poderosi cannoni da 381 e
quattro da 76 ancorata, dal ’43 al ’45, al molo sottoflutto del porto di
Savona. Era lunga 55 metri, larga 27 e stazzava 2797 tonn. Forse qualcuno
ricorda che il 25 aprile del ’45 fu trovato affondato al suo ancoraggio, dove restò, adagiato sul
basso fondale e con le sovrastrutture emergenti dall’acqua, fino al febbraio
del ’47 quando fu finalmente recuperato, trasportato nei cantieri di
demolizione di Vado e lì smantellato.
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mercoledì 28 febbraio 2018
CONDANNE A MORTE E FUCILAZIONI SOMMARIE NELLA GRANDE GUERRA
Leonello Oliveri
Plutarco,Vita di T. Gracco, 9):”Le fiere che vivono
in Italia
hanno una tana ed un covile dove rifugiarsi, coloro che per l’Italia
combattono e muoiono non posseggono
altro che l’aria e la luce: senza casa e senza stabile dimora vanno errando con
i loro figli e le loro donne. Mentono i vostri generali quando in battaglia
esortano i soldati a respingere il nemico in difesa delle tombe e dei templi:
nessuno di voi ha un altare di famiglia, un sepolcro degli avi, ma lottate e
morite per il lusso e la ricchezza di altri. Voi che siete i padroni del mondo
non avete di vostro neppure una zolla di terra”.
Cosa c’entrano
queste parole pronunziate dal Tribuno
della Plebe T. Gracco nel 133 a.C. con la I Guerra Mondiale? C’entrano, c’entrano….
mercoledì 7 febbraio 2018
Una tomba sul fondo: l'u-boot 455 del Mar Ligure
A 120 metri di profondità, al largo di Portofino, con la poppa sul fondo e la prua puntata
verso la lontana superficie, da 70 anni lo scafo quasi intatto di quello che
fu l' U455 tedesco custodisce col suo
equipaggio il mistero della sua sorte
Leonello Oliveri
(in costruzione...)
"Un'ombra minacciosa incombe su di lui, alza lo sguardo e le vede, enorme, integro, perfetto, come una lama piantata nel cuore di un uomo, sparge tutto il suo sangue sul fondo di un mare che lo ha soppresso per sempre, condannandolo all'oscurità eterna dei tempi": con queste parole, e con questa partecipazione, Eva Bacchetta ci faceva rivivere, nelle news di dicembre 2005 del Centro Sub Tigullio, la straordinaria emozione che deve aver provato il sub Lorenzo Del Veneziano quando il 1° agosto del 2005 dal buio spettrale dei -120 metri al largo di Punta Chiappa (san Fruttuoso -Genova)
"Un'ombra minacciosa incombe su di lui, alza lo sguardo e le vede, enorme, integro, perfetto, come una lama piantata nel cuore di un uomo, sparge tutto il suo sangue sul fondo di un mare che lo ha soppresso per sempre, condannandolo all'oscurità eterna dei tempi": con queste parole, e con questa partecipazione, Eva Bacchetta ci faceva rivivere, nelle news di dicembre 2005 del Centro Sub Tigullio, la straordinaria emozione che deve aver provato il sub Lorenzo Del Veneziano quando il 1° agosto del 2005 dal buio spettrale dei -120 metri al largo di Punta Chiappa (san Fruttuoso -Genova)
| La torre dell' U455 (dal web) |
Da allora innumerevoli spedizioni
subacquee impegnative (e anche pericolose: purtroppo c'è già stata una vittima) si sono susseguite sul relitto,
col corollario di video e ricostruzioni della vicenda. Il relitto è quasi
diventato una attrazione turistica: ma
non bisogna dimenticare mai che esso è innanzitutto una tomba sul fondo
e che dietro quelle lamiere contorte giacciono i resti di tanti giovani.
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