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martedì 14 gennaio 2020

L’OSS (Office of Strategic Services), il Plan IVY, la Missione Marceglia e la mancata difesa di Trieste




Leonello Oliveri
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L’8 gennaio del ’45 lo Stato Maggiore della Regia Marina, Ufficio Informazioni iniziò ad organizzare una speciale missione nell’Italia Settentrionale per avvicinare le principali personalità del campo industriale-politico-militare ed impartire loro opportune disposizioni per la futura attività da svolgere” in previsione della fine della guerra e per sventare eventuali tentativi di distruzione delle infrastrutture industriali da parte dei tedeschi in ritirata. La Marina avrebbe fornito “i punti d’appoggio necessari e la persona adatta” che al termine della missione (durata prevista due mesi) avrebbe fatto ritorno o attraversando le linee o attraverso la frontiera svizzera.

giovedì 17 ottobre 2019

Salvate il principe nero: come l’OSS “rapì” J. V. Borghese


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Leonello Oliveri
Penso che chi si interessa della storia contemporanea sappia chi fu Junio Valerio Borghese, il Comandante della X Mas,  e conosca  il suo ruolo durante (e dopo) la II G.M.
Forse meno note sono le modalità con le quali lui, comandante della Xa, riuscì a salvare la pelle alla fine della guerra mentre  altri giovani della Xa non riuscirono a sopravvivere a forse non sempre giustificate (ma ovviamente è una mia opinione personale) vendette .
Alla fine della guerra Junio Valerio Borghese fu salvato… dall’ OSS (Office of Strategic Services) il Servizio Segreto americano, antenato della CIA, nella persona del suo capo in Italia, il famoso ((v. biografia qui https://it.wikipedia.org/wiki/James_Angleton) James Angleton
Ecco la storia del suo salvataggio in due documenti dell’epoca.

giovedì 15 agosto 2019

Napoli nel ’44 nei rapporti del Servizio Segreto Americano


 Leonello Oliveri
riproduzione vietata

Il 1° ottobre del’ 43 gli Alleati liberarono Napoli. Fine di un incubo?Si, ma inizio per la città di un periodo forse più terribile della guerra: quello della fame, della disperazione  e anche dell’ umiliazione morale cui fu costretta la popolazione per sopravvivere.
Chi ha letto La pelle di Malaparte, un libro terribile che talvolta sconfina nel surreale, e il più freddo ma altrettanto partecipato e forse più rigorosamente fotografico Napoli ‘44 di Norman Levis sa a cosa alludo.
Sono opere che sottolineano anche  i “guasti sull’anima” che la guerra fece su una popolazione stremata, con madri di famiglia (e giovani donne) costrette talora dalla fame a prostituirsi, e militari alleati che talora se ne approfittavano ignobilmente
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