venerdì 21 settembre 2018

L’ultima missione dello Spitfire BS530 - 238 Sqn. RAAF Sidney George Lee




Leonello Oliveri

Nelle prime ore del pomeriggio del 21 settembre 1944,
due  caccia spitfire si levarono in volo dall’aeroporto di Cuers (nei pressi di Marsiglia, Francia): uno era lo spit MK IX, serial number BS530, appartenente al 238 Squadron. Ai comandi c’era il 23enne pilota Sidney George Lee, matr. AUS/420819, pilota della RAAF (Royal Australian Air Force), inserito nella Mediterranean Allied Air Forces - Tactical Air Force Command. La loro missione  era una straffing mission, un low-level attack, ovvero sparare a qualsiasi bersaglio nel loro raggio d’azione (in questo caso entroterra ligure-piemontese alle spalle di Savona).

sabato 5 maggio 2018

SAVONA 23 APRILE 1945: QUEI MARO' CHE IMPEDIRONO UNA STRAGE



Leonello  Oliveri
Pontone armato “Faà di Bruno, G.M. 194”: forse qualche savonese dei più anziani ricorda ancora questo nome e la tozza sagoma di questa “batteria galleggiante “ armata con due poderosi cannoni da 381 e quattro da 76 ancorata, dal ’43 al ’45, al molo sottoflutto del porto di Savona. Era lunga 55 metri, larga 27 e stazzava 2797 tonn. Forse qualcuno ricorda che il 25 aprile del ’45 fu trovato affondato  al suo ancoraggio, dove restò, adagiato sul basso fondale e con le sovrastrutture emergenti dall’acqua, fino al febbraio del ’47 quando fu finalmente recuperato, trasportato nei cantieri di demolizione di Vado e lì smantellato.

mercoledì 28 febbraio 2018

CONDANNE A MORTE E FUCILAZIONI SOMMARIE NELLA GRANDE GUERRA


Leonello Oliveri
Plutarco,Vita di T. Gracco, 9):”Le fiere che vivono in Italia
hanno una tana ed un covile dove rifugiarsi, coloro che per l’Italia combattono e muoiono  non posseggono altro che l’aria e la luce: senza casa e senza stabile dimora vanno errando con i loro figli e le loro donne. Mentono i vostri generali quando in battaglia esortano i soldati a respingere il nemico in difesa delle tombe e dei templi: nessuno di voi ha un altare di famiglia, un sepolcro degli avi, ma lottate e morite per il lusso e la ricchezza di altri. Voi che siete i padroni del mondo non avete di vostro neppure una zolla di terra”.
 Cosa c’entrano queste parole  pronunziate dal Tribuno della Plebe T. Gracco nel 133 a.C. con la I Guerra Mondiale?  C’entrano, c’entrano….

mercoledì 7 febbraio 2018

Una tomba sul fondo: l'u-boot 455 del Mar Ligure





A 120 metri di profondità, al largo di Portofino,  con la poppa sul fondo e la prua puntata verso la lontana superficie, da 70 anni lo scafo quasi intatto di quello che fu  l' U455 tedesco custodisce col suo equipaggio il mistero della sua sorte

 Leonello Oliveri
(in costruzione...)
"Un'ombra minacciosa incombe su di lui, alza lo sguardo e le vede, enorme, integro, perfetto, come una lama piantata nel cuore di un uomo, sparge tutto il suo sangue sul fondo di un mare che lo ha soppresso per sempre, condannandolo all'oscurità eterna dei tempi": con queste parole, e con questa partecipazione, Eva Bacchetta  ci faceva rivivere, nelle news di dicembre 2005 del Centro Sub Tigullio, la straordinaria emozione che deve aver provato il sub Lorenzo Del Veneziano quando il 1° agosto del 2005 dal buio spettrale dei -120 metri  al largo di Punta Chiappa (san Fruttuoso -Genova)
La torre dell' U455 (dal web)
è apparsa all'improvviso l'incredibile sagoma di una sommergibile dell'ultima guerra, poggiato obliquamente sul fondo, la poppa squarciata nella sabbia, il resto dello scafo, intatto, puntato dritto verso la superficie, la prua a -90 metri. (Qui la relazione della scoperta -dic. 2005)
Da allora innumerevoli  spedizioni subacquee impegnative (e anche pericolose: purtroppo c'è già stata una vittima)  si sono susseguite sul relitto, col corollario di video e ricostruzioni della vicenda. Il relitto è quasi diventato una attrazione turistica: ma  non bisogna dimenticare mai che esso è innanzitutto una tomba sul fondo e che dietro quelle lamiere contorte giacciono i resti di tanti giovani.

lunedì 15 maggio 2017

CIELI   DEL   PIEMONTE    29 MARZO ’44:

 UNA  STORIA   DI   CORAGGIO


Leonello Oliveri

La II Guerra Mondiale presentò, rispetto alla precedente un elemento nuovo e profondamente inumano: le popolazioni civili, donne, vecchi, bambini, furono scaraventate in prima linea, esposte alla morte non meno rispetto ai soldati al fronte.

 Fu infatti la guerra che inaugurò la pratica terroristica dei bombardamenti indiscriminati sulle città. E non si trattava di due o tre aerei che sganciavano qualche bomba a casaccio, colpendo per errore il bersaglio sbagliato. Si trattava invece di centinaia di bombardieri carichi di tonnellate di bombe che bombardavano a tappeto con lo scopo preciso di causare il maggior numero di morti fra i civili.  I soli Stati Uniti sganciarono oltre 1.400.000 tonnellate di bombe!
E a programmare, pianificare e rendere per così dire scientifica questa distruzione voluta delle città e dei loro abitanti furono, bisogna dirlo, principalmente gli “alleati”, Stati Uniti e Inghilterra. Soprattutto quest’ultima si distinse con spietati bombardamenti notturni, spesso incendiari, sulle città italiane ed europee

mercoledì 26 aprile 2017

L’affondamento del Transylvania (4 maggio 1917) e la grande crociera dell' U-63


La più grande tragedia del Mar Ligure:  a 200 metri di profondità al largo di  Spotorno giace  ancor oggi inviolato un transatlantico da 14000 tonnellate, il Transylvania,  affondato nel maggio del 1917 da un sommergibile tedesco. Oltre 400 i morti. 

Leonello Oliveri

            E’ l’alba  del 4 maggio 1917: lo scenario è quello di un sereno mattino in Liguria, sul mare fra Savona e Spotorno, L’Italia è in guerra ormai da due anni, ma la guerra è lontana, non è ancora la spietata II Guerra Mondiale, con i selvaggi bombardamenti delle città: nelle case vive sicura, a parte l'angoscia di chi – la maggioranza- ha mariti, figli, fratelli al  fronte.

martedì 25 aprile 2017

14 GIUGNO 1940:  LA  MARINA  FRANCESE  BOMBARDA  GENOVA  E  SAVONA
Leonello Oliveri
            Il 10 Giugno di 77 anni fa l'Italia dichiarava guerra alla Francia. A Mussolini servivano alcune centinaia di morti per sedersi, di lì a pochi mesi -così assicurava- al tavolo del vincitore. Come sia andata, è noto a tutti:  i morti furono alcune centinaia di migliaia, i mesi quasi 60 e Mussolini  finì come sappiamo.